Approvato il Conto consuntivo 2025
Una riflessione onesta sul conto consuntivo, sui denari a disposizione della prossima Amministrazione e su cosa significa davvero “saper spendere” in un Ente locale.
Con l’approvazione del conto consuntivo 2025, all’ordine del giorno nel Consiglio Comunale di giovedì 23 aprile 2026, in una Sala Consiliare ritornata vuota di pubblico, chiudiamo formalmente l’esercizio finanziario 2025 e il nostro mandato amministrativo.
I numeri sono lì, pubblici, a disposizione di chiunque voglia leggerli. Tra quei numeri ce ne sono alcuni che salteranno all’occhio: cifre importanti ancora a disposizione, risorse non impegnate, avanzi destinati agli investimenti.

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Una critica prevedibile, una risposta doverosa
Metto le mani avanti: qualcuno, in buona o cattiva fede, potrebbe leggere queste cifre come una prova di incapacità “Non siete stati capaci di spendere i soldi dei cittadini”. È una possibile critica che merita di essere anticipata con due pensieri seri.
Chi decide e chi esegue: due ruoli che non vanno confusi
Il primo punto da chiarire riguarda chi fa cosa in un Comune. L’Amministrazione (il Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale) individua le priorità, stanzia le risorse, delibera gli indirizzi e approva i progetti. È un lavoro politico, svolto con convinzione in questi anni.
Trasformare una delibera in una gara d’appalto, in un servizio alla cittadinanza, in un cantiere, in un lavoro ultimato e liquidato: questo spetta agli uffici, ai dirigenti e ai funzionari tecnici, come dice chiaramente l’articolo 107 del Testo Unico degli Enti Locali; non è una scappatoia, ma la distinzione costitutiva tra politica e amministrazione.
Confondere i due piani è un errore concettuale prima ancora che politico: l’Amministrazione programma, decide, delibera; gli uffici eseguono.
Certo, collaborano.

Il personale: una crisi strutturale e un vincolo paradossale
Gli Enti locali italiani vivono da anni una crisi silenziosa: pensionamenti non sostituiti, difficoltà nel reperire figure tecniche specializzate quali ingegneri, geometri, esperti di appalti. Il nostro Comune non fa eccezione alcuna. Ma da noi c’è pure di più e vale la pena spiegarlo con chiarezza.
La legge impone ai Comuni un limite preciso alla spesa per il personale dipendente, calcolato sulla base di quanto il Comune spendeva nel triennio 2011–2013. Se in quegli anni la spesa era bassa — com’è nel nostro caso — il tetto entro cui mantenersi oggi è basso. Non si tratta di una scelta dell’Amministrazione né di mancanza di volontà: è un vincolo di legge che non lascia margini, anche quando le risorse finanziarie ci sono, com’è il caso nostro.
Senza tecnici sufficienti, i tempi si allungano inevitabilmente: la progettazione rallenta, le gare tardano, i cittadini non hanno le opere pubbliche; senza contare la burocrazia che spesso ci mette lo zampino. Tutto ciò non è il fallimento dell’Amministrazione, è la realtà delle procedure pubbliche.
Casse piene non significa mani vuote
Avere risorse disponibili significa che l’ente è solvibile, che ha programmato con serietà, che non ha buttato denaro per dimostrare di saper spendere.
Casse piene e programmate non sono il segno di chi non ha lavorato. Sono il segno di chi non ha sperperato.

Un’eredità e una sfida per chi verrà
Detto tutto questo, onestamente c’è da aggiungere che le risorse disponibili sono un’eredità concreta, un punto di partenza privilegiato per chi verrà dopo di noi.
La prossima Amministrazione — chiunque i cittadini sceglieranno — troverà le casse in ordine e capitali significativi da poter investire. Sarà la sua occasione e, nello stesso tempo, la sua prova di capacità e responsabilità: dovrà dimostrare di saper portare a terra, se lo vorrà naturalmente, quello che noi abbiamo programmato e, dove necessario, ridefinire le priorità con lo stesso rigore.
Spendere quei soldi sarà doveroso.
Spenderli bene, senza improvvisazione e senza sprechi, sarà il vero banco di prova.
Noi abbiamo fatto la nostra parte. Il resto tocca a chi verrà.
NEL MERITO DEL CONTO CONSUNTIVO ECCO QUALCHE NUMERO:
Il Fondo di Cassa al 31 dicembre 2025 era pari a € 5.389.966,70.
Alla stessa data, il Comune ha chiuso l’esercizio finanziario 2025 con un Risultato di Amministrazione pari a € 7.449.467,99. Questa cifra, però, include somme già “prenotate” o che devono essere tenute da parte per sicurezza, ad esempio la Parte Accantonata, che non può essere spesa:
- Parte Accantonata totale pari a € 3.484.222,73, il nostro “salvadanaio dei rischi”, la cui voce più pesante è il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità € 3.402.445,35, ovvero tasse o multe che il Comune ha accertato ma che, a vantaggio di sicurezza, considera di non incassare mai del tutto; ci sono anche € 27.428,00 per il Fondo Contenzioso (cause legali); e € 10.799,00 per gli obiettivi di finanza pubblica, che serve a garantire che il Comune contribuisca al contenimento del debito pubblico nazionale.
C’è una parte di avanzo che è vincolato a spese specifiche; si può spendere, ma obbligatoriamente solo per determinati scopi. A differenza della parte accantonata, che non è fisicamente presente in cassa ma serve a coprire i rischi, l’Avanzo Vincolato è già presente nella nostra cassa:
- Avanzo Vincolato totale pari a € 1.272.152,81; in particolare sono da evidenziare circa 107.000 Euro per l’abbattimento di barriere architettoniche, circa 120.000 Euro di resti di finanziamenti ottenuto dal PNRR digitale e, soprattutto, circa 1.013.000 Euro destinati a investimenti nel plesso scolastico.
Arriviamo alle risorse che possono essere usate esclusivamente per investimento, cioè per opere pubbliche o manutenzioni straordinarie (mattoni e cemento); cifre importanti:
- Parte Destinata agli Investimenti: € 1.739.634,45
Se sottraiamo queste cifre al Risultato di Amministrazione indicato sopra, rimane un’altra cifra considerevole, la Parte Disponibile
- Parte Disponibile: € 953.458,00
La Parte Disponibile è un avanzo libero. È una cifra molto positiva, che indica la buona salute finanziaria del Comune. Oltre alla cifra destinata ad investimenti, anche questo è un ulteriore “tesoretto” vero e proprio; è la quota più preziosa del bilancio perché, a differenza delle altre, non ha una destinazione prestabilita e può essere utilizzata ancora per investimenti o per spese correnti “una tantum”.
Per riassumere, quello che l’Amministrazione lascia nelle casse del Comune in totale è pari a € 3.965.245,26, così ripartiti: € 1.272.152,81 come avanzo vincolato (di cui circa € 1.013.000 per il plesso scolastico), € 1.739.634,45 per ulteriori investimenti, € 953.458,00 come avanzo libero.
Prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione 2025