Comunità

La nuova mensa scolastica: un passo alla volta, ma nella direzione giusta

È tempo di dire in modo chiaro e definitivo una parola in merito al refettorio della scuola primaria, il quale ha avuto un iter travagliato e complicato dalle circostanze che spesso, cammin facendo, hanno cambiato le carte in tavola e hanno imposto cambi di rotta rispetto all’obiettivo che abbiamo sempre avuto chiaro in testa.

Com’era, com’è, e com’era previsto che fosse

Il progetto originario per la “zona refezione” della scuola primaria “Romana Orlandi” era – devo dirlo – bello e funzionale. Prevedeva non solo la sala mensa, ma un’area completa: la cucina per la rigenerazione dei pasti con i relativi servizi per il personale, bagni aggiuntivi per gli alunni, due aule dedicate al pre- e post-scuola separate dalla scuola primaria (con accesso separato) e un collegamento diretto con la scuola dell’infanzia, che mi stava particolarmente a cuore perché avrebbe reso possibile, nel tempo, spostare anche il refettorio di questa nella nuova struttura condivisa, liberando spazi preziosi all’interno della scuola materna stessa.
Un progetto completo, pensato bene, la cui fattibilità tecnico-economica risale al 2017 e l’approvazione al 2021.

Il progetto della “zona di refezione” approvato nel 2021

Il nodo PNRR

Poi è arrivata una ulteriore (dopo la prima, andata a vuoto) opportunità di finanziamento PNRR, con le sue regole – a torto o a ragione – piuttosto rigide.
Il bando era specifico e finanziava mense scolastiche, non aule o spazi per il pre/post-scuola o collegamenti con la scuola dell’infanzia. Abbiamo provato a insistere con il Ministero per la soluzione progettuale completa, da noi ritenuta migliore e più rispondente alle nostre esigenze, ma la risposta è stata negativa.

Eppure a me sembrava così ovvio e relativamente semplice che si potesse considerare un finanziamento parziale, determinato sulla quota relativa alla sola mensa, escludendo dai computi gli altri spazi, ma non ci è stata data la possibilità. No secco.

A quel punto ci siamo trovati davanti a una scelta: rinunciare al finanziamento e realizzare tutto quanto avevamo in mente con fondi comunali, oppure accontentarci un po’ e rimetterci a pazientare adeguando il progetto (aumentando peraltro le spese progettuali) ai criteri del bando, ottenere il contributo europeo e rimandare il completamento a una fase successiva, forse ad altri che avremmo potuto non essere noi.
Abbiamo scelto la seconda strada, senza esitazioni, anche se con un po’ di dispiacere.

Planimetria del nuovo progetto sala mensa, finanziato dal bando PNRR

Perché questa è stata la scelta giusta

Il finanziamento PNRR che abbiamo ottenuto supera gli 800.000 Euro, a fondo perduto, che non dobbiamo restituire. Soldi pubblici preziosi che ho voluto testardamente rincorrere. Soldi che, se non avessimo accettato il compromesso, avremmo dovuto tirar fuori dalle casse comunali, sottraendoli ad altre necessità.
Certo, abbiamo rinunciato temporaneamente agli spazi accessori. Ma quei soldi risparmiati sono lì, disponibili per il completamento. La mensa che stiamo finendo di costruire è una semplice grande sala che, al momento, ospiterà il solo pasto dei piccoli studenti della primaria, mentre gli altri spazi per i servizi di rigoverno rimarranno quelli attuali, ovviamente già autorizzati negli anni scorsi dagli Enti competenti; le due aule scolastiche, che vengono ora usate per il pranzo, torneranno ad uso esclusivo didattico, che è il loro scopo naturale.
I tecnici mi dicono che i lavori, dopo un inizio un po’ lento, stanno ora andando avanti bene e, salvo imprevisti, dovrebbero chiudersi entro fine giugno.
Non è la soluzione definitiva, ma è un passo avanti concreto, e non ci è costato un solo Euro di fondi comunali.

Il cantiere della nuova mensa della scuola primaria

E adesso?

Con apposita delibera, la Giunta ha dato mandato all’Ufficio Tecnico di avviare quanto prima le procedure per l’affidamento della progettazione degli spazi accessori mancanti. L’idea, tanto semplice quanto potenzialmente efficace, è che la nuova Amministrazione, quando si insedierà, con il denaro che lasciamo già disponibile, trovi già tutto pronto per ripartire. Senza perdere tempo, senza ricominciare da zero.
Il bello è che la configurazione attuale della mensa in costruzione si presta perfettamente ad essere “riconvertita” con interventi contenuti: facilmente si potranno realizzare i tamponamenti divisori interni e si potrà costruire ciò che manca; realizzando, sostanzialmente, il progetto originario.

L’interno della nuova sala di refezione

Naturalmente, la nuova Amministrazione potrà decidere di fare diversamente, assumendosi la responsabilità “politica” della scelta. Se la nuova Amministrazione – come credo –, deciderà di raccogliere questo testimone e completare ciò che abbiamo iniziato, si potrà presto realizzare il sogno che Amministrazione, Istituto scolastico e famiglie hanno accarezzato a lungo e che, adesso, è a portata di mano.
Da parte nostra, abbiamo fatto quanto era in nostro dovere per lasciare la strada spianata nel miglior modo possibile.

 

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Se ti interessa l’argomento, puoi leggere anche gli articoli precedente, del mese di gennaio ’25 Nuovo refettorio per la Scuola Primaria “Romana Orlandi”: il traguardo si avvicina  o di maggio ’25 Refettorio, la “consegna dei lavori”.

 

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